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EQUO COMPENSO PER I LIBERI PROFESSIONISTI

Fondazione Inarcassa continua a monitorare l’iter del disegno di legge in materia di equo compenso (A.S. 2419) , ora all’esame della Commissione Giustizia del Senato congiuntamente al disegno di legge a prima firma del sen. Santillo (A.S. 1425). Già nel corso dell’esame alla Camera in prima lettura, Fondazione non avevo mancato di far pervenire le proprie proposte migliorative del provvedimento. Tra queste, l’estensione dell’ambito dell’applicazione,  anche in riferimento ai rapporti con la committenza privata, oltre che con la pubblica amministrazione, la certezza del termine di prescrizione della responsabilità civile del professionista, l’estensione ai rappresentanti degli architetti e ingegneri liberi professionisti della partecipazione ai lavori dell’Osservatorio nazionale sull’equo compenso, organismo istituito dalla presente proposta di legge, nonché la possibilità per gli stessi soggetti di esercitare l’azione di classe per la tutela dei diritti dei professionisti.

Nel frattempo, la recente sentenza  del  Consiglio di Stato n. 7442/2021, che si è pronunciato su un bando del Ministero dell’economia e delle finanze che prevedeva il conferimento di incarichi per consulenze gratuite contro cui hanno fatto ricorso gli ordini degli avvocati di Roma e Napoli, ha imposto una rinnovata riflessione sulle questioni da porre al tavolo dei decisori pubblici. La sentenza, sulla quale il Presidente Fietta non ha risparmiato giudizi negativi, giustifica, di fatto, quei comportamenti assunti dalle pubbliche amministrazioni  che affidano incarichi gratuiti ai professionisti. L’equo compenso, infatti, si applica solo laddove il compenso è previsto perché ciò che conta, secondo i giudici di Palazzo Spada, sono la gratificazione e la soddisfazione personale del servizio prestato alla cosa pubblica. Un deciso passo indietro quello compiuto dal massimo organo di giustizia amministrativa perché lede la dignità dei professionisti e non riconosce loro il contributo, in termini di esperienze e know how che, ad esempio, gli architetti e ingegneri mettono a disposizione ogni giorno della collettività. Il Consiglio di Stato, proprio come aveva fatto nel 2017 con la sentenza che legittimava il bando del Comune di Catanzaro che stabiliva un compenso simbolico pari a 1 euro, non tiene conto dei risvolti pesantissimi che simili giudizi potranno avere, ad esempio, sul futuro previdenziale dei professionisti. “Se si consente alle pubbliche amministrazioni di bandire gare con compensi pari a zero, come potranno versare i contributi previdenziali, essere assicurati per la prestazione resa o investire parte del proprio fatturato in aggiornamento e formazione?” ha commentato il presidente Fietta.

I contenuti della sentenza riflettono un amaro pregiudizio che anche una parte della magistratura conserva nei confronti dei liberi professionisti. Fondazione Inarcassa è pronta a portare mercoledì 24 p.v. in Commissione Giustizia del Senato, nel corso dell’audizione sul disegno di legge in materia di equo compenso (S. 2419), di cui saranno forniti i dettagli per seguirla in diretta non appena disponibili, una proposta chiara e migliorativa del provvedimento che escluda ogni possibilità per le stazioni appaltanti di ricorrere all’affidamento degli incarichi professionali a titolo gratuito. Questa proposta, insieme alle altre, sono state già oggetto di riflessione e approfondimento con molti decisori pubblici. L’obiettivo è contribuire a migliorare una proposta di legge che disciplini l’equo compenso per i liberi professionisti superando gli effetti delle politiche liberalizzatrici che hanno, invece, creato mercati tutt’altro che concorrenziali dove prevale la pratica dell’offerta economica al ribasso sul costo della prestazione professionale. Fondazione Inarcassa ha, quindi, avviato una intensa attività di interlocuzione con i principali referenti delle maggiori forze politiche che siedono tra i banchi della Commissione Giustizia e Bilancio delle due Camere, ai quali, non è mancato di far prevenire anche le nostre proposte sulla valorizzazione e qualificazione dei CTU, la cui revisione normativa è in discussione, in seconda lettura, in Commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega al Governo per la riforma del processo civile (A.C. 3289).

Leggi qui il comunicato stampa sulla sentenza del Consiglio di Stato

Leggi qui il comunicato stampa dopo l’approvazione in prima lettura alla Camera della proposta di legge in materia di equo compenso


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