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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 15 FEBBRAIO/1° MARZO 2019

LAVORI PUBBLICI

Deleghe al Governo per la semplificazione

Il Consiglio dei Ministri svoltosi giovedì 28 febbraio ha approvato dieci disegni di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore. I testi approvati, alcuni dei quali sono collegati alla legge di bilancio per il 2019, fanno seguito e superano, ampliandone la portata, il disegno di legge in materia di semplificazione approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri lo scorso 12 dicembre.

Di seguito le deleghe di maggior interesse:

1.       Deleghe al governo in materia di semplificazione e codificazione

La delega prevede che, al fine di migliorare la qualità e l’efficienza dell’azione amministrativa, garantire la certezza dei rapporti giuridici e la chiarezza del diritto, ridurre gli oneri regolatori gravanti su cittadini e imprese e accrescere la competitività del Paese, il Governo adotti una serie di decreti legislativi di semplificazione e codificazione nei seguenti settori, con facoltà di intervenire anche limitatamente a specifiche attività o gruppi di attività intersettoriali:

  • attività economiche e sviluppo economico;
  • energia e fonti rinnovabili;
  • edilizia e governo del territorio;
  • ambiente;
  • acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni;
  • cittadinanza e innovazione digitale;
  • servizio civile universale e soccorso alpino;
  • prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione;
  • giustizia tributaria e sistema tributario e contabile dello Stato;
  • tutela della salute.       

La delega prevede, inoltre, disposizioni per l’attuazione delle politiche di semplificazione, con l’istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di una Commissione permanente cui è attribuito il compito di assicurare in concreto l’attuazione delle misure di semplificazione, nonché il riordino dell’Unità per la semplificazione.

 

2.       Delega al Governo per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l’integrazione della normativa in materia di contratti pubblici

Si delega il Governo al riassetto della materia dei contratti pubblici, non solo nei settori ordinari e speciali ma anche nei settori della difesa e della sicurezza. In particolare, la delega mira a rendere la normativa più semplice e chiara, nonché a limitarne le dimensioni e i rinvii alla normazione secondaria.

Dal punto di vista contenutistico, la delega promuove la responsabilità delle stazioni appaltanti e mira ad assicurare l’efficienza e la tempestività delle procedure di programmazione, di affidamento, di gestione e di esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, al fine di ridurre e rendere certi i tempi di realizzazione delle opere pubbliche, razionalizzando inoltre i metodi di risoluzione delle controversie, anche alternativi ai rimedi giurisdizionali, riducendo, tra l’altro, gli oneri di impugnazione degli atti delle procedure di affidamento.

Infine, si introducono principi e criteri direttivi volti ad alleggerire gli oneri burocratici e di regolazione, semplificando il carico degli adempimenti gravanti sugli operatori economici.

 

3.       Delega al Governo per la revisione del Codice civile

Si delega il Governo alla revisione e integrazione del Codice civile. Si prevede di intervenire, tra l’altro, in materia di contratti, di rapporti tra le parti, di successione, di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

In particolare, per quanto riguarda i profili di possibile interesse:

  • in materia di associazioni e fondazioni, (escluse le fondazioni di origine bancaria), effettuando il coordinamento con la disciplina del terzo settore con particolare riferimento alle procedure per il riconoscimento, ai limiti allo svolgimento di attività lucrative e alle procedure di liquidazione degli enti;
  • in materia di contratti prevedendo, tra l’altro, il diritto delle parti di contratti divenuti eccessivamente onerosi per cause eccezionali ed imprevedibili, di pretendere la loro rinegoziazione secondo buona fede ovvero, in caso di mancato accordo, di chiedere in giudizio l’adeguamento delle condizioni contrattuali in modo che venga ripristinata la proporzione tra le prestazioni originariamente convenuta dalle parti.

10.    Delega al Governo per la modifica del Codice dei beni culturali e paesaggio

Si delega il Governo ad adottare disposizioni di modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42), al fine di consentire un riordino sistematico della materia e del necessario adeguamento alle riforme intervenute successivamente all’emanazione del Codice, come il Codice dei contratti pubblici e quello del terzo settore.

 

Centrale progettazione, scontro Economia-Infrastrutture

La «centrale di progettazione» è la prima fra le leve per sbloccare i lavori pubblici messe in campo dalla manovra, ma dopo più di tre settimane dopo la scadenza fissata dalla stessa legge di bilancio per approvare il decreto che deve costituirla, il decreto non c'è.

La situazione di stallo sembra imputabile a uno scontro tra i due ministeri Economia e Infrastrutture.

Da un lato ci sono il Movimento 5 Stelle e il ministero delle Infrastrutture, che vuole avere la gestione diretta della partita, dall'altra c'è il ministero dell'Economia, ideatore e primo sponsor della centrale, e l'agenzia del Demanio, che puntano allo stesso obiettivo.

La centrale, nel disegno elaborato in queste settimane, dovrebbe avere una direzione centrale a Roma e fino a otto articolazioni territoriali.

I compiti della centrale dovrebbero essere: manutenzione ordinaria e straordinaria, valorizzazione ed efficientamento energetico, gestione delle procedure d'appalto, «modelli innovativi progettuali ed esecutivi» per edifici e opere similari «con elevato grado di uniformità e ripetitività», riqualificazione sismica, validazione di progetti di altre pubbliche amministrazioni e «consulenza qualificata sulla progettazione degli interventi di realizzazione e manutenzione di beni ed edifici pubblici».

 

Progettazione, invariate le soglie per l’affidamento diretto

Il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) con una circolare sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 ha precisato che l’innalzamento delle soglie per l’affidamento diretto riguarda solo gli appalti di lavori pubblici e non i servizi di ingegneria e architettura. Qui per approfondire

 

EQUO COMPENSO

Confronto Conferenza dei presidenti delle assemblee regionali e Fondazione Inarcassa: necessaria legge nazionale su equo compenso per i professionisti.

 

Il 5 marzo a Roma si è tenuto, presso la sede della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, un incontro che ha visto la partecipazione di rappresentanti dei consigli regionali e del Parlamento per discutere della necessità di definire a livello nazionale una legge in materia di equo compenso per la tutela dei professionisti, la difesa della dignità delle libere professioni e per la qualità del loro lavoro e il futuro del nostro Paese. Qui per approfondire

 

Lazio: via libera della Commissione Lavoro all’equo compenso

La Commissione Lavoro del Consiglio regionale, presieduta da Eleonora Mattia, ha approvato il 21 febbraio la proposta di legge recante "Disposizioni in materia di equo compenso e di tutela delle prestazioni professionali", a firma dei consiglieri Mattia e Salvatore La Penna del Partito democratico. Il provvedimento sarà ora trasmesso all'Aula per l'esame definitivo. "Sono molto contenta del lavoro svolto da questa commissione, che in un solo anno ha già approvato tre importanti proposte di legge", ha detto Mattia in chiusura di seduta. Parole condivise da Laura Corrotti (Lega), la quale ha sottolineato come questo sia "l'esempio di come la politica funzioni, quando anche forze politiche opposte lavorano insieme sulla stessa linea, sulle stesse proposte". La proposta di legge, approvata all'unanimità, ha come finalità la promozione e la valorizzazione delle attività professionali nonché il contrasto dell'evasione fiscale, riconoscendo il diritto dei professionisti all'equo compenso, compresi quelli che non fanno parte di ordini o albi professionali. Le norme sono di particolare rilevanza soprattutto con riferimento a incarichi o appalti affidati dalle pubbliche amministrazioni. La nona commissione ha scelto Salvatore La Penna come relatore di maggioranza quando la proposta di legge approderà all'esame dell'Aula consiliare. Qui per approfondire.

 

 

Anche la regione Lombardia va avanti sull’equo compenso

Alla proposta di legge n. 41 del 2018, è seguita una nuova proposta di legge, sempre di iniziativa consiliare, per disciplinare la materia dell’equo compenso. Si tratta della proposta n. 55 del 2019, di iniziativa dei consiglieri Borghetti e Pizzul, recante “Norme per la tutela delle prestazioni professionali per attività espletate per conto dei committenti privati”.

Qui e Qui per approfondire 

 

Bandi a 1 euro: attendiamo con fiducia la sentenza del Consiglio di Stato

Anche nell’eventualità in cui il Consiglio di Stato si esprima nuovamente a favore sulla gratuità dei servizi di architettura ed ingegneria, va considerato che il bando a suo tempo impugnato è stato pubblicato nel 2016; dunque, precedentemente ai due recenti interventi legislativi: il d.lgs. n. 56/2017 e il  d.l.n. 148/2017.

Qui per approfondire

 

 

Norma su certezza dei pagamenti sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana la legge per la certezza dei pagamenti ai professionisti del settore edile.

La norma è inserita nelle ‘Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2019. Legge di stabilità regionale’ (Legge 1 del 22 febbraio 2019) ed è entrata in vigore il 26 febbraio 2019.
Analogamente alle norme già approvate in Calabria, Campania, Piemonte e Basilicata, anche la Sicilia da oggi tutela le prestazioni di architetti, ingegneri, geometri, geologi.

La norma prevede che l’amministrazione, al momento del rilascio dei titoli abilitativi o autorizzativi, acquisisce l’autodichiarazione del professionista o dei professionisti sottoscrittori degli elaborati progettuali, attestante il pagamento delle correlate spettanze da parte del committente.

La mancata presentazione dell’autodichiarazione costituisce motivo ostativo per il completamento dell’iter amministrativo fino all’avvenuta integrazione. La documentazione è richiesta dagli uffici interessati dall’iter attivato. Qui per approfondire

 

Nuova guida dell’Agenzia delle entrate sul sismabonus

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato la guida sulle detrazioni per gli interventi antisismici.  Il vademecum illustra in cosa consiste l'agevolazione, chi sono i soggetti interessati dai benefici, quali sono i vantaggi fiscali e le modalità per accedere alla misura di favore. Trovano spazio nella guida anche la disciplina degli interventi effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali e il nuovo incentivo per l'acquisto di case antisismiche. Dal primo gennaio 2017 si può usufruire del sisma bonus per lavori realizzati su tutti gli immobili di tipo abitativo e su quelli utilizzati per attività produttive. Le opere devono essere eseguite su edifici situati sia nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), sia nelle zone sismiche a minor rischio (zona sismica 3). E' prevista una detrazione d'imposta del 50% per le spese sostenute dal primo gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, calcolata su un importo complessivo pari a 96mila euro per unità immobiliare e per ciascun anno, da ripartire in cinque quote annuali di pari importo, nell'anno in cui sono state sostenute le spese e in quelli successivi. La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta (75% per gli edifici condominiali) se dalla realizzazione degli interventi deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore e aumenta all'80% (85% per gli edifici condominiali) se ai lavori consegue il passaggio a due classi di rischio inferiori. Rientrano tra le spese detraibili anche quelle effettuate per la classificazione e la verifica sismica degli immobili.

Per approfondire, consultare il comunicato stampa del 21 febbraio 2019 alla sezione “Comunicati stampa febbraio 2019” sul sito dell’Agenzia delle Entrate.