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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 21 GENNAIO/1 FEBBRAIO 2019

NOTA POLITICA

LAVORI PUBBLICI

 

DL semplificazioni: approvato dal Senato e trasmesso alla Camera.

L’iter di conversione del c.d. decreto semplificazioni (DL 135/2018) prosegue presso le commissioni riunite bilancio e attività produttive della Camera. Al Senato il testo è stato approvato martedì 26 gennaio dopo l’esame in Aula che ha ridimensionato la portata delle misure introdotte in Commissione. Infatti, dopo i rilievi critici del Quirinale, la Presidente del Senato ha ridotto sensibilmente il numero di emendamenti ammessi all’esame dell’Aula, determinando la decadenza di alcune misure che erano state già approvate in Commissione.

Delle novità salutate con speranza da professionisti e imprese non rimane nulla. Le misure per la tutela dell’equo compenso, la semplificazione del Testo Unico dell’Edilizia e del Codice Appalti, approvate in un primo momento dalle Commissioni Lavori Pubblici e Affari Costituzionali, sono state poi espunte dal testo durante l’esame in Aula.

L’iter del decreto dovrebbe procedere senza ulteriori modifiche, vista anche l’imminente scadenza del termine per la conversione (12 febbraio).  Qui per approfondire.

Nel corso dell’esame al Senato è stato approvato dal Governo l’Ordine del giorno a firma del Sen. Santillo.

Qui la posizione di Fondazione Inarcassa

 

Riforma del codice Appalti

Il Presidente del Consiglio Conte ha annunciato che il Governo intende avviare un grande progetto di semplificazione amministrativa e di sburocratizzazione, anche nel settore delle costruzioni, che "nulla c’entra con il Decreto Semplificazione" nel quale la maggioranza ha tentato, senza successo, di inserire misure per l’edilizia e gli appalti.

Il Presidente ha ricordato che il Governo è al lavoro per riformare il Codice Appalti da agosto, periodo in cui è stata aperta la consultazione tramite cui sono arrivate 2 mila segnalazioni che hanno evidenziato le criticità delle attuali norme tra cui le “troppe linee guida Anac” e la mancanza di semplicità e trasparenza.

Dovrebbe arrivare al più presto, quindi, un provvedimento che semplificherà il Codice ma non si sanno i tempi.

All’interno del Governo sembra esserci, in realtà, uno stallo sul tema laddove il leader della Lega Matteo Salvini ha dichiarato di voler accelerare sulla riforma degli appalti e sulle semplificazioni procedurali con un decreto «cantieri veloci» da varare entro il 9 marzo, mentre il leader M5s Luigi Di Maio ha parlato di «riforma degli appalti in 7-8 mesi». Qui per approfondire.

 

MIUR vademecum per l’affidamento degli appalti.

Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha predisposto delle Linee guida volte a semplificare ed uniformare le modalità di affidamento e di esecuzione di contratti di lavori, servizi e forniture da parte delle scuole statali.

Per l’affidamento di lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 40mila euro è consentito l’affidamento diretto. Per importi maggiori di 10mila euro è necessario rispettare i criteri decisi con una apposita delibera di istituto.
In caso di servizi e forniture di importo compreso tra 40mila euro e 144mila euro, si può utilizzare la procedura negoziata previa consultazione, ove esistenti, di almeno quindici operatori economici. Al di sopra dei 144mila euro bisogna ricorrere alle procedure ordinarie di rilevanza comunitaria. Qui per approfondire

 

AINOP: online la versione beta dell’Archivio Informatico

È online l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche (AINOP), il database che censisce il patrimonio delle opere pubbliche di competenza degli Enti e delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali (Province Autonome, Province, Città metropolitane, ecc.) e di tutti i Comuni presenti sull’intero territorio nazionale. Comunicato del MIT Per accedere alla pagina dedicata all’AINOP http://ainop.mit.gov.it/

 

EQUO COMPENSO

Il punto sull’equo compenso

Le norme dell’ordinamento italiano adottate per la tutela dell’equo compenso sono diverse.
Il Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) stabilisce che i corrispettivi a base di gara devono obbligatoriamente essere quantificati in base al Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016).

Il Decreto Fiscale (Legge 172/2017) ha spiegato che è considerato equo il compenso determinato, tenuto conto del Decreto Parametri, in maniera proporzionale alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione.

La Legge di Bilancio 2018 ha fatto un passo in più stabilendo che il compenso, per essere equo, deve essere determinato obbligatoriamente sulla base del Decreto Parametri, e non solo “tenendo conto” del DM Parametri.

Nei giorni scorsi, durante la discussione sul ddl “Semplificazioni”, il M5S ha presentato un emendamento per vietare alle Pubbliche Amministrazioni di conferire incarichi professionali il cui compenso non fosse proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. L’emendamento è stato poi ritirato.
L’equo compenso non sembra inoltre essere garantito in tutte le fasi della progettazione e della realizzazione di un’opera. In autunno il M5S ha presentato un disegno di legge per evitare che i corrispettivi del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione possano essere soggetti a ribassi.
Il ddl non ha ancora iniziato il suo iter. La senatrice M5S, Paola Nugnes, ha quindi tentato di riproporre i contenuti con un emendamento al ddl “Semplificazioni”. La prima versione approvata, rivelatasi poi errata e mal formulata, sembra quasi negare l'obbligo di utilizzo del Decreto Parametri e ha scatenato un'ondata di proteste da parte dei professionisti (Qui la posizione di Fondazione Inarcassa). L’emendamento è decaduto poi in Aula a seguito della dichiarazione di improponibilità.

Per rendere davvero operative le norme a tutela dei professionisti, le associazioni hanno tentato di inserire nella legge di Bilancio per il 2019 una norma in grado di bloccare l’attività edilizia in mancanza dei documenti che comprovino il pagamento dei progettisti secondo le norme sull’equo compenso. 

La misura in Legge di Bilancio non è mai arrivata, ma nei giorni scorsi è stato presentato in Senato il ddl 1012 su iniziativa del senatore FI-BP Giuseppe Tommaso Vincenzo Mangialavori. Il testo prevede che la presentazione di tutte le istanze autorizzative presso gli enti pubblici e le comunicazioni di inizio lavori siano corredate dalla lettera di affidamento dell'incarico debitamente sottoscritta dal committente e dal progettista incaricato e che l’Amministrazione, al momento del rilascio delle autorizzazioni acquisisca l’autocertificazione del professionista attestante il pagamento. Ma non solo, perché, in base al ddl, la Comunicazione di fine lavori deve essere corredata dalla dichiarazione, controfirmata da titolare e tecnico abilitato, che attesta l'avvenuto pagamento della prestazione professionale e dalla copia della fattura emessa. Senza dichiarazione non si può ottenere il certificato di agibilità.

Infine, si ricorda che l’idea di vincolare il rilascio dei permessi di costruire al pagamento delle prestazioni professionali dei progettisti è iniziata già da qualche mese a livello locale. Si ricordano le iniziative portate avanti da Campania, Calabria, Sicilia e Basilicata.  Qui per approfondire

 

PROFESSIONI

Sempre meno architetti e ingegneri si iscrivono all’Albo

Il rapporto del Centro Studi CNI sull’Accesso alle professioni di ingegnere e architetto ha evidenziato una contrazione del numero di ingegneri che decide di abilitarsi e, tra coloro che conseguono il titolo abilitante, un numero non trascurabile decide di non iscriversi all’albo, assegnando alla libera professione un ruolo di seconda opportunità da cogliere solo in caso di necessità, magari in un secondo momento.

La causa di questo progressivo distacco andrebbe individuato nella distinzione in settori dell’Albo professionale che, di fatto, ha indotto diverse categorie di laureati in ingegneria a dubitare dell’utilità dell’iscrizione all’albo professionale. Il titolo abilitante, infatti, non costituisce un requisito “necessario” per un numero crescente di laureati in ingegneria. Qui per approfondire

 

FISCO

Fattura elettronica: pubblicato in GU il decreto che dà il via al nuovo standard europeo negli appalti

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 148/2018, che recepisce la Direttiva 2014/55/UE relativa alla fatturazione elettronica negli appalti pubblici.

L’obbligo di utilizzare il nuovo standard europeo scatterà dal 18 aprile 2019. Le Amministrazioni aggiudicatrici sub-centrali avranno invece tempo fino al 18 aprile 2020.

Con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate saranno definite regole tecniche specifiche, che si sommeranno a quelle già esistenti sulla fatturazione elettronica interna.

Il decreto pubblicato prevede l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente per la fatturazione elettronica che si occuperà dell’aggiornamento delle regole tecniche e del monitoraggio sulla loro corretta applicazione. Il tavolo valuterà inoltre gli impatti del nuovo standard europeo per la pubblica amministrazione e gli operatori economici. Qui per approfondire

 

Rischio taglio incentivi con il decreto Ecobonus

La norma, attuativa della Legge di Bilancio 2018, potrebbe introdurre tagli molto pesanti alle detrazioni fiscali sulla riqualificazione energetica attraverso l’introduzione di limiti dei prezzi a metro quadro dei serramenti ammessi all’Ecobonus.

Il prezzo massimo fissato nella bozza del decreto dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) ammonta a 370 euro al mq, comprensivo dei costi d’installazione, IVA esclusa ed è largamente inferiore al prezzo medio registrato attualmente nell’ambito degli interventi di sostituzione degli infissi che, secondo le rilevazioni dell’Enea, ammonta a 750 euro al mq.

Ad avviso di Unicmi (Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti) l’introduzione di massimali del genere spingerebbe una parte dei consumatori a rivedere la propria spesa spostandosi su prodotti più economici, mentre un’altra parte dei consumatori rinuncerebbe alla sostituzione. Qui per approfondire