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Sintesi di monitoraggio legislativo del 10 aprile 2015

Aprile 2015

  • NOTA POLITICA

Come annunciato dal Governo, con il Documento di Economia e Finanza 2015 non ci saranno aumenti delle tasse, verrà scongiurato il previsto aumento dell’IVA e non ci saranno tagli lineari alla spesa pubblica. Il Governo intende cogliere l’opportunità offerta dalla finestra temporale favorevole dando continuità alla propria strategia di medio termine con la ripresa degli investimenti, gestione responsabile del bilancio statale, riforme strutturali. Gli obiettivi del DEF: piena realizzazione del jobs act, riforma della pubblica amministrazione, riforma della legge elettorale e dell’architettura istituzionale, riforma della scuola, adeguamento del settore del credito, revisione della spesa orientata sia alla generazione di risparmi che all’aumento dell’efficacia dei servizi pubblici offerti a cittadini e imprese. In questo modo Renzi intende riaffermare la visione ottimistica della ripresa dell’economia, anche se le cifre rimangono ancora incerte e i dati forniti dall’ISTAT non del tutto positivi.

La nomina di Graziano Delrio a Ministro delle infrastrutture segna un cambio di passo nel Governo e soprattutto uno strappo nella maggioranza, con il Nuovo centro Destra di Alfano ancora in cerca di un riposizionamento stabile. La nomina di De Vincenti, attuale sottosegretario allo sviluppo economico, a segretario generale di Palazzo Chigi è invece un segnale di apertura che Renzi manda al suo partito, che ora più che mai ha bisogno di rinforzare la sua immagine pubblica. Le inchieste sulle cooperative sociali e i dati sempre più preoccupanti sulla corruzione e sulle irregolarità degli appalti, come quelli da ultimo forniti dalla Guardia di Finanza, stanno gettando una luce non positiva sul PD, fermo nei sondaggi al 36-38 %. È invece in ripresa il Movimento 5 stelle, dato al 19-20 %; cui si aggiunge anche l’ottimo risultato della Lega Nord di Salvini, che sfiora il 14%.

Questo scenario obbliga Renzi a tenere unito il suo partito per non perdere terreno di fronte alle opposizioni “anti sistema”. La minoranza del PD sembra però voler tenere duro nella battaglia per modificare il nuovo sistema elettorale, mentre il Ministro Boschi ha ribadito che la legge elettorale non si cambia e “minaccia” il ricorso alla fiducia.

 

 

  • DALLE ISTITUZIONI

Senato – Ddl 1678 – Direttive appalti: nuovo testo

In Commissione lavori pubblici del Senato, i relatori sul disegno di legge di recepimento delle nuove direttive europee in materie di appalti pubblici e concessioni hanno predisposto un nuovo testo che raccoglie i suggerimenti e le proposte avanzate dai vari senatori; eventuali proposte di modifica saranno presentate entro il 15 aprile.

Di seguito i principi e criteri direttivi a cui si dovrà attenere il Governo:

  • divieto di introduzione o di mantenimento di livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive;
  • compilazione di un unico testo normativo denominato «Codice degli appalti pubblici e delle concessioni»;
  • riordino del quadro normativo vigente per una significativa riduzione del complesso delle disposizioni;
  • semplificazione e armonizzazione delle disposizioni in materia di affidamento degli appalti pubblici e delle concessioni;
  • trasparenza, pubblicità e tracciabilità delle procedure di gara e delle fasi ad essa prodromiche e successive, anche per concorrere alla lotta alla corruzione nel settore degli appalti pubblici;
  • attribuzione all’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) di più ampie funzioni di vigilanza anche comprendenti adozione di atti di indirizzo quali linee guida, bandi-tipo, contratti-tipo ed altri strumenti di regolamentazione flessibile;
  • riduzione degli oneri documentali a carico dei soggetti partecipanti e semplificazione delle procedure di verifica da parte delle stazioni appaltanti, attraverso l’accesso a un’unica banca dati centralizzata;
  • razionalizzazione delle procedure di spesa, prevedendo l’introduzione di un apposito sistema, gestito dall’ANAC, di qualificazione delle medesime stazioni appaltanti, teso a valutarne l’effettiva capacità tecnico-organizzativa sulla base di parametri obiettivi;
  • contenimento dei tempi e piena verificabilità dei flussi finanziari anche attraverso adeguate forme di centralizzazione delle committenze e di riduzione del numero delle stazioni appaltanti;
  • introduzione di misure volte a contenere il ricorso a variazioni progettuali in corso d’opera;
  • utilizzo preferenziale del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, misurata sul “miglior rapporto qualità/prezzo”, anche al fine di garantire una più agevole individuazione ed esclusione delle offerte anomale;
  • creazione di un albo nazionale, gestito dall’ANAC, dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici e concessioni;
  • garanzia di adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e le concessioni sotto la soglia comunitaria, assicurando, anche nelle forme semplificate di aggiudicazione, la valutazione comparativa tra più offerte;
  • rafforzamento della funzione di controllo della stazione appaltante sull’esecuzione delle prestazioni;
  • valorizzazione della fase progettuale negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, promuovendo la qualità architettonica, anche attraverso lo strumento dei concorsi di progettazione, limitando il ricorso all’appalto integrato e privilegiando la messa a gara del progetto definitivo o esecutivo;
  • revisione e semplificazione della disciplina vigente per il sistema di garanzia globale di esecuzione per gli appalti pubblici di lavori;
  • razionalizzazione ed estensione delle forme di partenariato pubblico privato;
  • revisione del vigente sistema di qualificazione degli operatori economici in base a criteri di omogeneità e trasparenza, in ogni caso prevedendo la decadenza delle attestazioni in caso di procedure di fallimento, anche introducendo misure di premialità connesse a criteri reputazionali basati su parametri oggettivi e misurabili;
  • revisione della disciplina vigente in materia di avvalimento, rafforzando gli strumenti di verifica circa l’effettivo possesso dei requisiti e delle risorse oggetto di avvalimento;
  • razionalizzazione dei metodi di risoluzione delle controversie alternativi al rimedio giurisdizionale, anche in materia di esecuzione del contratto;
  • miglioramento delle condizioni di accesso al mercato degli appalti pubblici e delle concessioni per le piccole e medie imprese;
  • introduzione di criteri e modalità premiali di valutazione delle offerte nei confronti delle imprese che operano nel proprio territorio;
  • garanzia di adeguati livelli di pubblicità e trasparenza delle procedure anche per gli appalti pubblici e le concessioni tra enti nell’ambito del settore;
  • disciplina organica della materia delle concessioni;
  • trasparenza nella eventuale partecipazione dei portatori qualificati di interessi nell’ambito dei processi decisionali finalizzati alla programmazione e all’aggiudicazione di appalti pubblici e concessioni;
  • previsione di forme di dibattito pubblico;
  • previsione dell’emanazione di un nuovo regolamento, contestuale al nuovo codice.
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OICE, Lotti: “Positivo il nuovo testo del ddl appalti, che valorizza la fase progettuale limitando l’appalto integrato e rafforzando i poteri dell’ANAC anche per la scelta dei commissari di gara”. Comunicato stampa

 

Architetti: E’ positivo il giudizio del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori sul nuovo testo base della Riforma degli Appalti che va nella giusta direzione di ispirarsi ai principi fondamentali della trasparenza e della libera concorrenza. “Diamo atto al senatore Stefano Esposito, relatore del ddl Delega presso la commissione Lavori Pubblici del Senato e al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini – sottolinea il presidente Leopoldo Freyrie – di aver recepito le proposte degli architetti italiani che da tempo si battono per riportare i lavori pubblici al rispetto di quei principi di qualità, trasparenza e concorrenza perduti a causa di norme spesso sbagliate.” “E’ innanzitutto fondamentale – spiega – al fine di portare trasparenza in un settore così critico, la creazione di un Albo nazionale, gestito dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, dei componenti delle commissioni giudicatrici di appalti pubblici. Misura questa che rappresenta emblematicamente una più generale assegnazione di maggiori poteri di vigilanza all’Anac nel settore degli appalti pubblici”. “E’ altrettanto fondamentale la promozione della qualità dell’architettura attraverso i concorsi di progettazione e le limitazione poste al ricorso all’appalto integrato. Come abbiamo sempre detto, la vera sfida del nuovo Codice degli appalti deve essere proprio quella di usare la leva della buona architettura contro mafie e corruttele”. Positive per Freyrie sono anche l’introduzione di forme di controllo – e di fatto di limitazioni – per quanto riguarda gli affidamenti in house; la previsione di forme di dibattito pubblico delle comunità dei territori interessati da grandi progetti di infrastrutture per favorire, così come avviene negli altri Paesi europei, la partecipazione della cittadinanza nella scelta della soluzione progettuale relativa a un’infrastruttura o a un’opera urbana; l’introduzione di criteri premiali nella valutazione delle offerte presentate da imprese che operano nel proprio territorio in ottemperanza ai principi di economicità dell’appalto, accesso delle Pmi, territorialità e filiera corta per valorizzare le esigenze sociali e ambientali. “Quello che dovrà essere recuperato – ed auspichiamo che la Camera si esprima in tal senso – è il principio della unità del progetto nella fasi preliminari, definitive ed esecutive: ciò al fine di definire chiaramente la responsabilità di chi progetta, ma anche di garantire il diritto d’autore”.

 

Il Sole 24 Ore del 9/04/2015: Professionisti e imprese: “Un buon inizio ma servono integrazioni”. OICE: rivedere programmazione e assetto PA

Casa&Clima.com del 9/04/2015: Riforma Appalti, adottato il testo base. Più poteri all’Anac

Edilio.it del 9/04/2015: OICE. Positivo il nuovo testo del ddl appalti

Il Sole 24 Ore del 9/04/2015: Ddl appalti: reazioni positive da Ance e Aniem, più freddi ingegneri e architetti

Edilportale.com dell’8/04/2015: Riforma degli appalti, più spazio alla meritocrazia delle imprese

Infobuild.it del 9/04/2015: ANAC – poteri speciali su tutti gli appalti

Ingenio-web.it del 9/04/2015: OICE: Positivo il nuovo ddl APPALTI, che valorizza la fase progettuale

LavoriPubblici.it del 9/04/2015: OICE, positivo il nuovo testo del ddl appalti

L’intervento dal Sole 24 Ore della deputata Pd Raffaella Mariani

 

Senato – Ddl 19 e abb. – Corruzione e falso in bilancio: primo sì

Il Senato ha approvato il ddl anticorruzione, ora all’esame della Camera, che reintroduce i delitti di false comunicazioni sociali.

 

Autorità nazionale anticorruzione

Si attribuisce all’Autorità nazionale anticorruzione anche l’esercizio della vigilanza e del controllo sui contratti esclusi in tutto o in parte dall’ambito di applicazione del codice dei contratti pubblici (ad esempio contratti segretati o che esigono particolari misure di sicurezza; appalti aggiudicati in base a norme internazionali ecc… ex art. 17 e seguenti del dlg n. 163/2006).

Le stazioni appaltanti sono obbligate a trasmettere all’Autorità Anticorruzione, ogni sei mesi, una serie di notizie, in relazione a fatti che attengono la procedura di appalto ai fini della trasparenza.

Il giudice amministrativo trasmette alla Autorità nazionale anticorruzione ogni informazione o notizia rilevante emersa nel corso del giudizio sulle controversie relative a procedure di affidamento di pubblici lavori, servizi, forniture che ponga in evidenza condotte o atti contrastanti con le regole della trasparenza.

 

Agenzia Demanio: manutentore unico, pubblicate gare

Sono online tutti i bandi di gara dell’Agenzia del Demanio per la selezione di operatori con i quali stipulare specifici Accordi Quadro, riferiti al biennio 2016-2017, per la realizzazione di lavori di manutenzione degli immobili in uso alle Amministrazioni dello Stato. In particolare, 580 operatori verranno selezionati attraverso 16 gare, per un totale di 66 lotti. Il valore complessivo stimato degli interventi da realizzare nel biennio è di 787.800.000 euro per lavori su tutto il territorio nazionale. I bandi delle Direzioni Regionali dell’Agenzia del Demanio di Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Puglia e Basilicata, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria, Trentino Alto Adige scadranno il 12 maggio, mentre le gare di Abruzzo e Molise, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta, Marche e Veneto, già pubblicate il 30 marzo scorso, scadranno il 5 maggio 2015. Alle imprese che verranno individuate con le gare si dovranno rivolgere, per l’esecuzione di eventuali interventi necessari, le stazioni appaltanti interessate: l’Agenzia stessa, i Provveditorati alle Opere Pubbliche, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il Ministero della Difesa.

Vai alla pagina dei bandi di gara

 

 

MIUR: Scuole belle

Il MIUR ha reso nota la pianificazione degli interventi previsti dal piano scuole belle nel primo semestre 2015. Nel 2014 sono state coinvolte 7.235 scuole, con un finanziamento di 150 milioni di euro. Tra il 2015 e il primo trimestre del 2016, saranno effettuati altri 10mila interventi.

Il primo semestre del 2015 prevede 5.290 interventi finanziati con 130 milioni di euro previsti nella legge di stabilità. Le scuole ricevono i finanziamenti direttamente dal MIUR e sono i dirigenti scolastici a pianificare gli interventi.

Assegnazioni 2015

Assegnazioni 2015 – Lista Interventi assegnati OrdineGrado

 

 

MiSE: operativo ecobonus

Il Ministero dello Sviluppo Economico prosegue nell’attuazione delle misure volute dal Governo per la promozione di interventi di risparmio ed efficienza energetica che rappresentano un importante volano di sviluppo per l’economia nazionale.

In questo ambito si inserisce la piena operatività dell’Ecobonus 2015: l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) ha pubblicato, la documentazione per richiedere le detrazioni fiscali del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che verranno realizzati nel corso del 2015. In questo modo il Mise ha voluto assicurare immediata operatività alle norme previste nella legge di stabilità 2015 che ha esteso il meccanismo delle detrazioni fiscali all’acquisto e posa in opera di schermature solari e all’istallazione di impianti dotati di generatore di calore alimentati a biomasse combustibili.

Sul sito www.efficienzaenergetica.enea.it tutte le informazioni necessarie ai cittadini che hanno già avviato o intendono avviare i lavori, per i quali è previsto il meccanismo delle detrazioni fiscali.

 

MiSE: installazione ascensori in spazi ristretti

E’ pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 82 del 9.4.2015 il Decreto 19 marzo 2015 del Ministro dello Sviluppo che introduce rilevanti semplificazioni per l’installazione di ascensori. Si tratta di una semplificazione per i cittadini e per le imprese interessate alle procedure relative agli accordi preventivi per l’installazione di ascensori nei casi in cui non è possibile realizzare i prescritti spazi liberi o volumi di rifugio oltre le posizioni estreme della cabina, come previsto dal recente regolamento sulla sicurezza degli ascensori, articolo 1, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica 19 gennaio 2015, n. 8.

In particolare il provvedimento indica la documentazione da produrre e fornisce le indicazioni indispensabili alla corretta attuazione delle novità normative per l’ottenimento dell’accordo preventivo.

 

Ambiente: Giornata nazionale dell’ambiente

Sarà l’Italia a ospitare le celebrazioni mondiali della prossima Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno), come è stato reso noto in un annuncio diramato congiuntamente dal Governo italiano e dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) .La Giornata dell’Ambiente sarà dedicata quest’anno al tema dell’uso efficiente delle risorse e dei modelli sostenibile di consumo e di produzione, nel contesto della capacità rigenerativa del pianeta. “Sette miliardi di sogni. Un Pianeta. Consumare con cautela” è infatti lo slogan che è emerso dal sondaggio pubblico effettuato attraverso i social media, secondo modalità che confermano la dimensione collettiva e partecipativa della Giornata.

Le celebrazioni globali della Giornata saranno organizzate nel quadro dell’Esposizione Universale, che prevede un bacino di oltre 20 milioni di visitatori e avrà luogo a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre, con il coinvolgimento di più di 140 Paesi, insieme a un numero rilevante di organizzazioni internazionali.

Essendo una delle tre giornate delle Nazioni Unite celebrate ufficialmente ad EXPO, la Giornata Mondiale dell’Ambiente rivestirà un ruolo complementare e di supporto rispetto al tema portante di EXPO 2015 “Nutrire il Pianeta – Energia per la Vita”, all’insegna del quale confluiranno a Milano le migliori tecnologie, idee e soluzioni atte ad assicurare un’alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti e a rispettare nel contempo il Pianeta con i suoi equilibri.

 

 

Agenzia entrate: Dichiarazione precompilata 730

Online, tramite numero verde o in un qualunque ufficio dell’Agenzia. Tutti percorsi validi per richiedere e ottenere il Pin che fa accedere al proprio 730 precompilato. Con mezzo milione di domande di accesso al servizio, inviate dall’inizio dell’anno, sale a quota 2,5 milioni il numero di cittadini abilitati a Fisconline.

Modello 730 precompilato: boom di domande per ottenere il Pin

INPS: Circolare n. 71 del 08-04-2015 – Modalità di rilascio della Certificazione Unica 2015.

 

 

  • DALLA RETE

ANAC: SOA- integrazione Manuale qualificazione

L’Autorità nazionale anticorruzione ha adottato dal 29 ottobre 2014, (G.U. n. 251 del 28.10.2014), il Manuale sulla qualificazione avente carattere ricognitivo/interpretativo delle diverse comunicazioni, succedutesi negli anni, in materia di SOA. Pertanto, al fine di integrare il predetto Manuale, sono stati predisposti atti tipo diretti a standardizzare le istanze, le dichiarazioni e la documentazione da chiedere alle SOA.

Vai alla Modulistica

 

GdF: rapporto annuale 2014

Presentato il Rapporto Annuale 2014 della Guardia di Finanza, il quale attraverso testi, immagini e tabelle, fornisce un quadro completo dell’azione sviluppata dal corpo speciale di polizia, attraverso un complesso coordinato di attività investigative e piani operativi mirati al contrasto dei più gravi fenomeni di illegalità economico – finanziaria. Ecco in sintesi i dati: denunciati oltre 3.700 responsabili di reati contro la PA; controllati appalti pubblici per 4,6 miliardi di euro, 933 le denunce per irregolarità; individuati sprechi per 2,6 miliardi di euro e frodi ai finanziamenti pubblici ed al welfare per circa 1,5 miliardi di euro; scoperti oltre 8.000 evasori totali e 13.000 responsabili di reati fiscali; sottratti alla criminalità organizzata beni per 4 miliardi di euro; sequestrati 290 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi, 1.400 tonnellate ed oltre 500 mila litri di generi agroalimentari; eseguiti quasi 10.000 controlli di contrasto al gioco illegale, con irregolarità nel 33% dei casi; sequestrate 129 tonnellate di droga e 200 tonnellate di sigarette di contrabbando, arrestati 389 trafficanti di esseri umani.

la Repubblica dell’8.4.2015: Lotta all’evasione fiscale, appalti e tangenti. Dalla Gdf la fotografia della corruzione

Il Sole 24 Ore del 9.4.2015: Irregolare un appalto su tre

 

Architetti: Edilizia, puntare sul riuso

“Mettere in atto senza indugi politiche per la rigenerazione urbana sostenibile, “riuso”, coordinate attraverso l’istituzione di una apposita Agenzia nazionale, come già esiste all’estero, ad esempio in Francia, che possa intervenire con denari pubblici per aiutare i processi di rigenerazione di Comuni e Regioni attraendo il capitale privato; adottare, dopo aver posto fine alla bulimia burocratica, il Regolamento edilizio unico che sia anch’esso finalizzato al riuso; dare vita alla tanto attesa Legge urbanistica; accelerare il varo del nuovo Codice degli Appalti”.

Sono queste le priorità che il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori indica al neo Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio.

“Il “riuso” – sottolinea il presidente degli architetti italiani, Leopoldo Freyrie – non è solo il primo obiettivo dei progettisti italiani ma è, soprattutto, un grande progetto d’investimento di idee e di denaro sulle città che può fare da volano per la ripresa del settore dell’edilizia, così duramente colpito dalla crisi. Ed è proprio la risposta alla crisi che gli italiani aspettano, per rimettere a posto gli 8 milioni di edifici che si avviano a fine vita, per risparmiare 25 miliardi all’anno di energia sprecata, per mettere le case in sicurezza da sismi e inondazioni. Lo è anche per realizzare spazi pubblici che ridiano il senso delle comunità, per creare le condizioni perché fioriscano idee, innovazione e impresa, per rilanciare il settore delle costruzioni ed agganciare, quindi, la ripresa”.

 

 

AGCM: sanzionate due intese tra otto società produttrici di calcestruzzo

Sanzioni per oltre 12,5 milioni di euro sono state irrogate complessivamente dall’Antitrust a otto società produttrici di calcestruzzo operanti in Friuli Venezia Giulia (General Beton Triveneta S.p.A., Calcestruzzi Zillo S.p.A., Friulana Calcestruzzi S.p.A., SuperBeton S.p.A., Cobeton S.r.l., La Nuova Calcestruzzi S.r.l., Calcestruzzi Trieste Nord Est S.r.l., Concrete Nordest S.r.l.) e alla loro società di consulenza (Intermodale S.r.l.). Tra il 2010 e il 2014, hanno attuato due intese per fissare i prezzi e spartirsi la clientela: una, nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e nella provincia di Treviso a sinistra del Piave; l’altra, nella provincia di Trieste. Il procedimento ha avuto origine dalla richiesta di applicazione del programma di clemenza della società Calcestruzzi S.p.A. cui l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato ha riconosciuto l’immunità totale dall’ammenda ai sensi della “Comunicazione sulla non imposizione e sulla riduzione delle sanzioni”.

Le due intese erano finalizzate in particolare alla ripartizione dei cantieri di fornitura del calcestruzzo e alla fissazione dei prezzi di vendita nei due mercati geografici del Friuli sopra indicati. In entrambi i casi, il coordinamento ha determinato il mantenimento della clientela storica di ogni concorrente e la fissazione di prezzi più alti di quelli che si erano registrati prima del 2010, un periodo caratterizzato già dal 2008 da una contrazione significativa della domanda e da una maggiore concorrenza di prezzo tra i produttori. Le concertazioni hanno interessato i principali operatori delle aree geografiche coinvolte, rappresentativi di circa l’80% per quanto riguarda l’area di Udine-Pordenone e di circa il 60% per quella di Trieste. Il meccanismo delle due intese, gestite da Intermodale, includeva lo scambio di informazioni sulle quote storiche (pre-crisi) e informative di cantieri aperti o in apertura, raccolte da Intermodale in tabulati riepilogativi, in cui erano utilizzati codici cifrati per individuare i produttori. Questi documenti venivano distribuiti e discussi nel corso di riunioni settimanali, diverse per le due intese, includendo spesso anche il prezzo di riferimento della fornitura. Il coordinamento prevedeva inoltre l’irrogazione di sanzioni da parte della società di consulenza a carico delle imprese devianti.

Anche Intermodale è stata sanzionata dall’Antitrust per aver fornito un contributo attivo e volontario alle intese tra i principali produttori di calcestruzzo del Friuli Venezia Giulia. Nella quantificazione delle sanzioni, sono stati applicati i principi espressi nelle Linee Guida adottate il 22 Ottobre 2014.

Testo del provvedimento

 

 

Legambiente: Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2015

“Energie, economie e bellezza per la vita”: vuole echeggiare il claim di Expo ed è il titolo del Bando del Premio all’Innovazione Amica dell’Ambiente 2015, il premio nazionale ambientalista, giunto ormai alla sua quattordicesima edizione, sempre molto partecipato (ben 130 candidature) dedicato a quelle innovazioni appena realizzate o alla soglia della commercializzazione.

Ecco, in anteprima, le 7 principali innovazioni che saranno presentate e premiate il lunedì 13 aprile (ore 9-13,30) a Milano, presso il Palazzo dei Giureconsulti (piazza dei Mercanti 2, vicino a piazza Duomo): case in legno da 20 piani con Rothoblaas, il condominio Leed Oro Habitaria Paullo, il pannello solare (tutto italiano) della Energyka Electrosystem, il sistema di gestione dell’energia dei processi industriali della Albasolar; la App “LastMinuteSottoCasa” che consente di acquistare a prezzo scontato i cibi in scadenza dei negozi, l’illuminazione pubblica smart di Roncade e l’esemplare rete energetica (smart grid) della Siemens a Savona. Completano il quadro 10 segnalazioni, che rappresentano innovazioni incrementali o miglioramenti di sistemi e di tecnologie in fase di sviluppo: tutte pubblicate su www.premioinnovazione.legambiente.org,

 

 

SVIMEZ: 4,5 anni per un’opera pubblica finanziata da politiche coesione

L’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) ha presentato un’indagine sui tempi di realizzazione delle opere pubbliche finanziate dalle politiche di coesione. A livello nazionale per l’intero iter dell’opera pubblica, dalla progettazione alla realizzazione effettiva dei lavori, passano in media 4,5 anni.

Lo studio analizza in particolare l’andamento dei tempi di attuazione e di spesa di circa 35mila opere pubbliche finanziate con misure della politica di coesione nazionale ed europea nel periodo 1999-2013 per un valore complessivo superiore ai 100 miliardi di euro. Ma sui lavori, per il loro termine, pesano soprattutto i tempi amministrativi, che occupano quasi due terzi della durata complessiva dell’opera. Se poi teniamo conto anche della fase di progettazione preliminare, sono occupati dai tempi amministrativi i tre quarti del tempo per la realizzazione dell’opera.

Lo Svimez evidenzia infatti che nelle fasi di progettazione e affidamento dei lavori, in media i tempi “di attesa” pesano per il 61% sulla durata complessiva dell’opera, si va dal 51% del Centro al 65% del Sud. Considerando invece anche la fase della progettazione preliminare, il peso dell’attesa - o meglio quelli che vengono chiamati “tempi di attraversamento” - arriva a sfiorare il 75%. Sono soprattutto questi tempi che rallentano l’iter dell’opera verso la fase successiva, tra attese di finanziamenti o di decisioni da parte di altri enti, pronunciamenti dell’autorità giudiziaria, incidenti di percorso, ecc.. La più veloce è l’Emilia Romagna, che riesce a completare un’opera in 3,8 anni (di cui 2,2 anni per la progettazione), seguono Piemonte, Valle d’Aosta e Toscana (4,1 anni), Lombardia (4,3 anni), Trentino Alto Adige e Marche (4,4 anni).

La media di realizzazione è di 4,5 anni, tra i 7 della Sicilia e i 3,8 dell’Emilia Romagna. In Calabria ci vogliono 4,2 anni, ma in Liguria 5 anni, in Veneto 4,6 e in Friuli 4,7. leggi tutto

 

Confedilizia: dossier tassazione immobili

Con il 2015, la proprietà immobiliare si troverà, per il quarto anno consecutivo, a subire un livello di imposizione tributaria insostenibile. Ad aumentare vertiginosamente, come noto, è stata una specifica componente della tassazione sugli immobili, quella di natura patrimoniale. Quella – giova ricordarlo – che colpisce gli immobili al di là di qualsiasi reddito dagli stessi prodotto. E che si aggiunge – anche questo è bene rammentarlo – ad altre forme di imposizione, come quella sui redditi e quella sui trasferimenti.

Dossier

 

 

Corte dei conti: Compenso professionale per collaudo

Delibera n. 12/2015/SEZAUT/QMIG – Corretta attuazione degli obblighi previsti dall’art. 61, commi 9 e 17, del d.l. n. 112/2008. Individuazione dell’ente pubblico cui riversare la metà del compenso professionale per collaudo o arbitrato, nel caso in cui il soggetto incaricato sia dipendente di altra amministrazione.

 

INAIL: nuovo modulo denunce infortuni

La nuova versione del modello di denuncia/comunicazione di infortunio (Mod. 4 bis Prest) e delle relative istruzioni per la compilazione è stata pubblicata nella sezione modulistica.

 

Confprofessioni: studi professionali e ammortizzatori sociali

Negli ultimi mesi, numerose sono state le trasformazioni riguardanti il novero degli strumenti a disposizione degli studi professionali per far fronte a crisi aziendali, ovvero a processi di riorganizzazione o di ristrutturazione che comportino una sospensione o una riduzione dell’attività. Data l’importanza della funzione assolta dagli ammortizzatori sociali in tali circostanze, volta a salvaguardare i livelli occupazionali e a sostenere il reddito dei lavoratori, ci sembra opportuno ricostruire il quadro completo dei mutamenti intervenuti e delle soluzioni attualmente percorribili.

Leggi l’approfondimento

 

Confprofessioni: il TFR in busta paga – approfondimento

Tfr in busta: disciplina e modalità operative Da qualche giorno, i lavoratori dipendenti del settore privato, ad esclusione degli agricoli e domestici, possono esercitare la facoltà di richiedere al proprio datore di lavoro la corresponsione del trattamento di fine rapporto con periodicità mensile, unitamente alla busta paga. Il 3 aprile è infatti entrato in vigore il DPCM. n. 29/2015, recante le norme attuative delle disposizioni in materia di liquidazione della quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R) per il periodo di paga decorrente da marzo 2015 a giugno 2018, contenute nell’articolo 1, commi da 26 a 35, della l. n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015). Di seguito, un quadro di sintesi delle nuove regole, che riguardano anche gli studi professionali.

 

Confprofessioni: i due regimi dei minimi per il 2015

Per l’anno 2015, i professionisti che rispettino determinati requisiti hanno la facoltà di scegliere tra due distinti regimi fiscali agevolati. Leggi l’approfondimento

 

ENEA: sistemi energetici e simulazioni ingegneristiche

Ridurre l’impatto ambientale e i costi socioeconomici dei sistemi energetici attraverso simulazioni ingegneristiche che ottimizzino il loro grado di sostenibilità e di sicurezza su diverse scale geografiche, dal livello cittadino all’intero continente europeo: questo il tema del workshop nazionale “Simulazione del sistema energetico”, che ha visto riuniti presso la sede ENEA a Roma esperti ENEA e stakeholder del settore energetico, in rappresentanza di aziende, organizzazioni di ricerca e istituzioni, quali il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Università di Roma “La Sapienza”, l’Università di Pisa, il Politecnico delle Marche, ISPRA, RSE, Terna e Acea.

Al centro dei lavori, le tecniche di simulazione computerizzata che, come avviene da tempo in settori ad alto contenuto tecnologico quali l’aerospazio e l’industria dell’auto, servono a capire “se e come” funzionerà un prodotto, un impianto o un intero sistema anche in condizioni di eventi naturali estremi, dai terremoti alle alluvioni.

“Definire la politica energetica di un Paese è una attività molto complessa, in cui vanno limitate al massimo le approssimazioni – sottolinea l’esperto ENEA, Emanuele Negrenti. Per far funzionare in modo ottimale un sistema energetico occorre pianificarlo rigorosamente, dagli impianti di stoccaggio e raffinazione della materia prima fossile alle centrali elettriche fino alle reti di trasmissione. Finora gli strumenti di analisi del sistema energetico si sono focalizzati sulla ottimizzazione delle risorse economiche e tecnologiche, mentre sono stati carenti nel valutarne l’impatto complessivo sulle persone e l’ambiente con relativi costi socio-economici. Il confronto che abbiamo organizzato all’ENEA su questi temi è fondamentale per far incontrare ‘domanda e offerta’, vale a dire le richieste dei decisori nazionali e locali del settore energetico e la disponibilità di tecnologie, know-how e professionalità”.

Le simulazioni possono studiare il comportamento del sistema energetico nel breve termine, ad esempio in fasce orarie, in modo da valutare la risposta dell’intero sistema ad eventi accidentali di diversa entità, come nel caso di condizioni di alta pressione che favoriscono il ristagno degli inquinanti o di eclissi solari che riducono drasticamente la produzione di energia degli impianti fotovoltaici. Allo stesso modo nel medio-lungo periodo, ad esempio anno per anno, le simulazioni ingegneristiche possono valutare il raggiungimento di obiettivi di risparmio energetico e di riduzione degli impatti ambientali o di emissione di gas serra.

“Le simulazioni – aggiunge Negrenti – servono a capire ‘dove’ inserire elementi più efficienti e meno impattanti all’interno dell’intero sistema energetico, per venire incontro a situazioni problematiche, come ad esempio la qualità dell’aria delle nostre città, i cui costi sociali sono enormi. Diversi studi hanno stimato che ogni abitante della Pianura Padana, l’area più inquinata d’Italia e tra le prime tre in Europa, ‘perde’ in media dai 2 ai 3 anni di vita a causa dell’inquinamento atmosferico. A queste emergenze finora si è risposto con restrizioni del traffico automobilistico o con limitazioni agli impianti di riscaldamento, ma per superare definitivamente queste criticità occorre ripensare l’intero sistema energetico in modo sostenibile”.

“Nello scenario dell’immediato futuro – conclude l’esperto – sarà determinante l’incremento della produzione di elettricità da fonti a basso impatto ambientale e il conseguente sviluppo di reti intelligenti di distribuzione, le smart grid, per limitare gli sprechi e ottimizzare i consumi di energia, tutte tecnologie di cui l’ENEA detiene eccellenze a livello mondiale. Ma tutto ciò non può essere ‘improvvisato’, occorre prevederne l’evoluzione all’interno di un sistema complessivo. È qui che la simulazione ingegneristica svolge un ruolo fondamentale in una corretta pianificazione che tenga conto degli aspetti di ‘sicurezza’ sia in caso di eventi naturali estremi che di attacchi informatici o terroristici”.