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Sintesi di monitoraggio legislativo del 13 marzo 2015

Marzo 2015

  • NOTA POLITICA

Il voto favorevole della Camera sul disegno di legge di riforma della Costituzione sembra aver ricompattato per un attimo le forze di maggioranza e opposizione. Il passaggio non è stato però indolore per nessun partito. Nel PD Renzi non ha concesso aperture alla minoranza e non intende farlo neanche per la legge elettorale, vero prossimo terreno di scontro. Qui si punta a modificare la norma sui capilista bloccati, ma toccare il testo significherebbe poi dover affrontare un altro esame al Senato. Dove, dopo la rottura del patto con Forza Italia, i numeri non sono certi: i 27 bersaniani che già si erano schierati contro l’Italicum potrebbero ora essere determinanti. Inoltre sulla questione del premio di maggioranza alla lista piuttosto che alla coalizione la minoranza DEM potrebbe trovare l’appoggio di Forza Italia.

Occorre ora vedere cosa succederà all’interno del partito di Berlusconi, ormai diviso in più tronconi. Il voto “compatto” alla Camera sulla Costituzione è stato più che altro motivato dalla fedeltà a Berlusconi. A mostrare disagio all’interno del partito non sono solo i seguaci di Fitto, ma anche circa 20 deputati collegati a Verdini, che con una lettera hanno rimarcato la loro intenzione a volere procedere sulla strada delle riforme e hanno preso le distanze dal capogruppo Brunetta. Tanto da far dire ad alcuni commentatori che Forza Italia non esiste più e che la riforma del Senato costituisce il momento di sfaldamento delle seconda Repubblica. Anche l’assoluzione di Berlusconi non sembra aver appianato i dissensi relativi alla gestione del partito. E rimane aperta la partita delle elezioni regionali dove l’alleanza forza con Salvini e la necessità di dover assecondare una Lega spostata su posizioni di destra estreme per mantenere il governo in regioni come Lombardia e Veneto, potrebbe anche significare perdere elettori a livello nazionale in direzione di un PD renziano deciso a sfondare proprio nel vecchio blocco sociale moderato.

Rimane in stand by il Movimento 5 Stelle che ha scelto di non votare la Riforma Costituzionale.

È passata invece senza troppo clamore una delle riforme più controverse e contestate degli ultimi anni, quella della responsabilità civile dei magistrati. E il Premier Renzi ha già messo in campo altri due temi importanti: la cosiddetta “Buona Scuola” e la riforma della RAI.

Arrivano intanto segnali incoraggianti da fronte europeo: lo spread è ai minimi storici e la Commissione europea promuove i conti pubblici. Il Commissario europeo agli affari economici Moscovici ha spiegato che l’UE ha deciso di non avviare una specifica procedura di infrazione in ragione del convinto impegno a varare le incisive ristrutturazioni, in particolare, nelle materie del lavoro e fiscale, nonché in tema di riforme istituzionali. Anche se il Paese necessita di ulteriori interventi riformatori anche in altri campi, quali la semplificazione della Pubblica Amministrazione, la disciplina anticorruzione e la rimodulazione del sistema educativo. Nota dolente il debito pubblico che grava sulla sua potenzialità di crescita e sulla capacità di competere.

 

 

 

  • DALLE ISTITUZIONI

Senato – Ddl 1678 – Direttive appalti: audizioni

La Commissione lavori pubblici del Senato prosegue le audizioni dei soggetti interessati al recepimento delle direttive europee appalti e concessioni.

Fondazione Architetti e ingegneri di Inarcassa: tra le questioni di rilievo evidenziate dalla Fondazione è stata indicata quella della qualità del progetto: nella riscrittura della normativa occorre rifarsi alle procedure presenti nel resto d’Europa, con particolare riferimento alle norme vigenti in Germania, ove, nelle gare di appalto dei servizi di ingegneria e di architettura, la concorrenza avviene sulla qualità e non sul prezzo. La qualità del progetto, sia sotto il profilo concettuale, sia sotto quello meramente tecnico, è un valore assoluto ed è alla base per determinare il raggiungimento degli obiettivi richiesti in una opera pubblica ed il primo, reale, risparmio per la pubblica Amministrazione.

Tra gli altri temi da affrontare:

- il ruolo dei servizi tecnici pubblici cui sarebbe opportuno venissero essenzialmente affidati compiti di reale e seria programmazione e, soprattutto, di approfondito controllo di tutte le fasi della realizzazione: dalla progettazione alla costruzione;

- una rivisitazione sostanziale nei riguardi dei concorsi di progettazione così come degli appalti integrati;

- la fissazione dei requisiti d’accesso in modo da consentire anche ai più giovani, o meno strutturati, di accedere alle gare;

In sintesi la posizione della Fondazione è: concorrenza sì, ma sulla qualità e non sul prezzo; nelle procedure sotto soglia favorire l’accesso ai giovani; mantenere ben distinti i ruoli di progettista e di esecutore; alle pubbliche amministrazioni esclusivamente compiti di programmazione e di controllo di tutto il processo realizzativo.

memoria Fondazione architetti ingegneri 1

Memoria Fondazione architetti e ingegneri 2

 

ANPCI: L’Associazioni nazionale piccoli comuni d’Italia ha chiesto di eliminare: l’obbligo del programma delle opere pubbliche “che serve solo a mantenere uffici in regione incaricati di leggere tali piani”; la nuova contabilità finanziaria e le centrali di committenza. La semplificazione per i Piccoli comuni deve passare attraverso la gestione diretta o attraverso affidamenti riservati alle piccole medie imprese locali. Solo così di può riuscire a coniugare sufficienza ed economicità. Ritiene indispensabile altresì eliminare diversità esistenti fra Enti Locali togliendo il limite dei 10.000 abitanti per l’appalto di lavori e l’affidamento di beni e servizi per importi sottosoglia (40.000 €) senza dover obbligatoriamente far ricorso alle Centrali Uniche di Committenza nei Piccoli Comuni anche per spese minute. Memoria ANPCI

 

Altre audizioni

 

Camera – Stato attuazione opere pubbliche in Italia: rapporto

È stato presentato dalla Commissione Ambiente della Camera il 9° Rapporto sull’attuazione della cosiddetta “legge obiettivo” (legge n. 443 del 2001), che contiene i dati e le informazioni aggiornati al 31 dicembre 2014 riguardanti il complesso delle opere pubbliche in corso di realizzazione in Italia. Il Rapporto è stato predisposto dal Servizio Studi della Camera, in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione e l’Istituto di ricerca Cresme, per conto della Commissione Ambiente.

Come illustrato dal Presidente Realacci i rapporti hanno fornito in questi anni al Parlamento, ma anche agli operatori del settore e a tutti i cittadini interessati, uno strumento continuativo di conoscenza e di analisi sulla realizzazione delle infrastrutture strategiche comprese nel Programma della «legge obiettivo», inserendosi nel dibattito sulle politiche infrastrutturali. Alla pubblicazione dei rapporti negli ultimi anni si è accompagnata l’implementazione del sistema informativo SILOS (Sistema Informativo Legge Opere Strategiche), anch’esso accessibile sul sito web della Camera, che consente di consultare i dati relativi a tutte le infrastrutture comprese nel Programma ed elementi di dettaglio concernenti le opere deliberate dal CIPE contenuti nelle relative schede opera. Alla parte «storica» del Rapporto anche quest’anno si aggiungono una nota di sintesi e due approfondimenti tematici riguardanti rispettivamente il recepimento delle direttive europee sui contratti pubblici negli scenari dell’innovazione e le modifiche del quadro normativo in materia di infrastrutture. Il primo approfondimento analizza le principali norme contenute nella nuova disciplina europea in materia di appalti pubblici e concessioni e i provvedimenti adottati per il suo recepimento in alcuni Stati membri dell’Unione europea e in Italia. Il focus, inoltre, analizza gli scenari di innovazione e digitalizzazione, che stanno interessando il settore delle costruzioni e delle opere pubbliche e che stanno mutando sostanzialmente il contesto nel quale opererà l’attività di adeguamento dell’ordinamento nazionale alle direttive. Infine, il secondo focus si occupa delle recenti modifiche normative, riguardanti le infrastrutture strategiche, che hanno contraddistinto il periodo successivo alla presentazione della ottava edizione del Rapporto. Realacci ha auspicato che l’iter della riforma sul codice degli appalti possa pervenire a rapida conclusione. Rilevato che le risorse finanziarie disponibili, peraltro assai limitate, dovrebbero essere impiegate in modo più efficiente e selettivo, ha evidenziato come il prossimo «Allegato Infrastrutture» non dovrebbe esaurirsi in un elenco di opere, ma nella individuazione delle priorità a livello infrastrutturale.

Nota di sintesi e focus tematici

Lo stato di attuazione del Programma

Open data

Presentazione e grafici

Il sole 24 ore del 13.3.2015: Intervista al Ministro Lupi

 

CdM: Riforma istruzione

Il Consiglio dei Ministri del 12 marzo ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione che prende il nome di “ La Buona Scuola”.

Il ddl prevede, tra l’altro, un bando per la costruzione di scuole altamente innovative, dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, scuole green e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. L’Osservatorio per l’edilizia scolastica, istituito presso il Ministero dell’Istruzione, coordinerà strategie e risorse per gli interventi. Vengono recuperate risorse precedentemente non spese da investire sulla sicurezza degli edifici. Stanziati 40 milioni per finanziare indagini diagnostiche sui controsoffitti delle scuole.

Le slide

 

Regioni e mutui edilizia scolastica

Il decreto interministeriale firmato il 23 gennaio 2015 autorizza le Regioni a stipulare mutui trentennali a totale carico dello Stato per interventi di edilizia scolastica e per la costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici e la realizzazione di palestre scolastiche nelle scuole o di interventi volti al miglioramento delle palestre scolastiche esistenti. Entro il 31 marzo 2015 le Regioni dovranno inviare al Miur i piani triennali di edilizia scolastica. Un accordo raggiunto in sede di Osservatorio per l’edilizia scolastica ha previsto una proroga di trenta giorni, che sarà comunque oggetto di un nuovo decreto. (GU n. 51 del 3.3.2015)

elenco provvedimenti adottati dalle regioni

 

 

Funzione Pubblica: fattura elettronica

Circolare n. 1 del 2015 – DG Finanze e CD Dipartimento Funzione Pubblica, in materia di fatturazione elettronica.

Fisco Oggi: La fatturazione elettronica obbligatoria diventa realtà per i fornitori di tutte le Pa dal prossimo 31 marzo. leggi tutto

 

Agenzia entrate: Atti catastali, obbligatoria modalità telematica

Dal prossimo 1 giugno, i professionisti iscritti agli Ordini e Collegi professionali, abilitati alla predisposizione e presentazione, potranno avvalersi delle sole procedure sul web per la presentazione, tramite Modello unico informatico catastale, degli atti tecnici di aggiornamento (provvedimento dell’11 marzo 2015).

Fisco Oggi: Atti di aggiornamento catastale: obbligatoria la modalità telematica

Fisco Oggi: Entrate e professionisti, insieme verso il catasto digitale – Presentati a Roma gli strumenti digitali destinati a favorire il passaggio alla completa informatizzazione dei servizi immobiliari.

 

Lavoro: durata DURC

Il Ministero del Lavoro, con la nota n. 3899 del 05/03/2015, ha risposto alla richiesta di chiarimenti avanzata, per le vie brevi, dagli Istituti Inps, Inail e Cnce, in merito alla durata del Durc in relazione ai lavori edili per i soggetti privati.

In attesa dell’emanazione del decreto ministeriale con il quale verranno ridefiniti i requisiti di regolarità, i contenuti e le modalità della verifica stessa, il Ministero ha chiarito che la validità di tali documenti, rilasciati dal 1° gennaio scorso “in relazione ai lavori edili per i soggetti privati” è di 90 giorni. Si richiama quindi l’attenzione sul fatto che, anche laddove detti documenti riportino ancora i 120 giorni, la validità è ridotta a 90 giorni in quanto l’estensione a 120 giorni ha operato solo fino al 31/12/2014.

 

Datori lavoro edili: riduzione contributi previdenziali ed assistenziali

Con decreto del Direttore Generale per le politiche previdenziali del Ministero del lavoro è stata determinata la riduzione dei contributi previdenziali ed assistenziali in favore dei datori di lavoro del settore edile. (GU n. 53 del 5.3.2015)

 

Contratto a tutele crescenti: dlg n. 23/2015

In vigore dal 7 marzo 2015 il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti (attuazione Jobs Act). Da questa data per i lavoratori che rivestono la qualifica di operai, impiegati o quadri, assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato si applica il nuovo regime di tutela nel caso di licenziamento illegittimo.

 

NASpI: dlg n. 22/2015

In vigore dal 7 marzo 2015 il decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, di riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati (attuazione Jobs Act). Dal 1° maggio 2015 è prevista una nuova indennità mensile di disoccupazione, denominata: “Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)”, per il sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione. (GU n. 54 del 6.3.2015)

 

 

Funzione pubblica: modulo AUA

La Conferenza Unificata ha approvato l’Intesa sul modello unificato e semplificato per la richiesta di AUA, l’autorizzazione unica ambientale che sostituisce fino a sette diverse autorizzazioni ambientali. Entro giugno le Regioni che non hanno ancora provveduto sono tenute ad adeguare i contenuti del modulo alle specificità regionali.

Atteso da tempo dalle associazioni imprenditoriali (era infatti previsto dal d.P.R. 13 marzo 2013, n. 59) il modulo è un nuovo passo nell’attuazione dell’Agenda per la semplificazione.

In attesa di pubblicare testo dell’Intesa, il Dipartimento pubblica il modello per l’istanza di AUA concepito per essere compilato e gestito online richiedendo le sole informazioni necessarie in base al tipo di attività svolta (esempio: modulo online della Regione Lombardia); nella sua forma cartacea il modulo AUA deve invece necessariamente contenere tutta la casistica degli adempimenti connessi alla richiesta di tutte e sette le autorizzazioni/comunicazioni sostituite dall’AUA.

 

MiSE: microcredito PMI

Ad aprile il “Click Day” del Ministero dello Sviluppo Economico darà la possibilità di accedere al fondo per il Microcredito, presentato il 5 marzo 2015 con il bando del Mise, a tutti quei soggetti che non hanno le garanzie per ottenere un prestito bancario: persone singole, società di persone, Srl semplificate, associazioni, cooperative per l’avvio o l’esercizio di attività di lavoro autonomo o di Microimpresa, società tra professionisti.

Tra i potenziali beneficiari dei fondi rientrano tutti quei nuovi lavoratori ed imprenditori che, ottenuti i finanziamenti richiesti, avranno bisogno dell’apporto professionale dei Consulenti del Lavoro nella gestione degli adempimenti. Per facilitare la diffusione e l’utilizzo di questo nuovo strumento per le PMI, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha pubblicato la Circolare n.5/2015 con le prime indicazioni operative.

Leggi la circolare n. 5/2015 della Fondazione Studi Commercialisti

 

MEF: split payment e semplificazione rimborsi

E’ in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell’economia 20 febbraio 2015 recante modifiche al decreto 23 gennaio 2015 relativo alle modalità e termini per il versamento dell’imposta sul valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni. Il provvedimento cancella sia i limiti di importo sia di “tempo”. Tutto ciò per risolvere razionalmente il problema dello stallo creditorio in cui si troveranno i molteplici e variegati “partner” della Pa. I fornitori della Pubblica amministrazione, coinvolti nel meccanismo della “scissione dei pagamenti” e, per questo motivo, ammessi ai rimborsi Iva prioritari, potranno accedervi anche se non in possesso dei presupposti “generici”, indispensabili, invece, per gli altri contribuenti Iva autorizzati. (GU n. 48 del 27.2.2015)

Fisco Oggi: Rimborsi sprint da split payment: più agevole la via per ottenerli

Il Sole 24 Ore del 24.2.2015: Splity payment, rimborsi semplificati

CNA: nel 2015 le imprese che lavorano per la Pubblica amministrazione, circa due milioni in tutto, soffriranno di un ammanco di cassa mensile pari a un miliardo e mezzo, a causa del mancato incasso dell’Iva. In media, ognuna di loro avrà bisogno di 9.300 euro al mese. Le 310 mila imprese destinatarie del “reverse charge” sconteranno, nel complesso, un ammanco mensile di circa 340 milioni di euro, in media 1.110 euro ognuna.

E’ il devastante effetto finanziario scaturito dall’applicazione dello “split payment” e dal “reverse charge”che emerge da un nuovo studio dell’Osservatorio CNA sulla tassazione delle piccole imprese. In particolare, a essere maggiormente penalizzate dal “reverse charge” risultano le imprese che operano nel settore ”istallazione impianti”, con un deficit finanziario di 212 milioni dal mese, in media 1.520 al mese. Seguono le imprese edili che si occupano di “completamento di edifici” con un ammanco mensile di 104 milioni. Quindi, è il turno delle imprese che effettuano pulizie di edifici a favore di altre società con una carenza di fondi complessiva mensile di 28 milioni di euro.

Oltre all’effetto sull’equilibrio finanziario a breve delle imprese, anche le conseguenze economiche sono tutt’altro che indifferenti. Le imprese, infatti, avranno il problema di recuperare completamente l’Iva sulle operazioni di vendita effettuate con la PA, non potendo più compensarla con l’Iva sulle vendite. A causa dello “split payment” le imprese dovranno recuperare circa 15 miliardi di Iva sugli acquisti; quelle soggette al “reverse charge“ - secondo le stime della CNA – dovranno trovare il modo di recuperare complessivamente ben 2,250 miliardi all’anno di Iva anticipata ai propri fornitori.

Potranno scegliere di compensare i crediti Iva in sede di dichiarazione annuale, con tempi di attesa particolarmente lunghi che possono arrivare anche a 15 mesi. In questo caso dovranno pagare da 300 a mille euro di oneri amministrativi. Qualora volessero anticipare il recupero, chiedendo la compensazione dei crediti maturati con cadenza trimestrale, secondo stime dell’Osservatorio CNA, gli oneri amministrativi annuali partono da 780 euro e possono arrivare fino a 1.900 euro per le contabilità più complesse.

Solo per effetto dello split payment, ipotizzando che tutti i contribuenti accedano alla compensazione dei crediti Iva nella dichiarazione annuale, gli oneri finanziari complessivi aumenterebbero a 578 milioni di euro. In caso di compensazione trimestrale, invece, gli oneri bancari per recuperare all’ammanco finanziario sarebbero di circa 270 milioni di euro. Emerge, quindi, un quadro particolarmente pesante per le imprese, solo in parte mitigato dalla disposizione contenuta nel decreto “appalti” che porta dal 10 al 20% l’anticipazione sul prezzo, concessa alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione. È urgente, dunque, un intervento correttivo che elimini “split payment” e “reverse charge” in caso di utilizzo delle fatturazione elettronica per la certificazione dei corrispettivi di vendita.

 

PE: pagamento carte – basta commissioni opache

Le commissioni che le banche addebitano ai rivenditori quando accettano pagamenti con carta saranno sottoposte a massimali, grazie a nuove regole valide in tutta l’UE approvate dal Parlamento europeo il 10 marzo. Il limite si applicherà ai pagamenti sia transfrontalieri sia nazionali e dovrebbe risultare in costi minori per gli utilizzatori di carte di debito e di credito. Nel dettaglio:

• Per le operazioni transfrontaliere di carte di debito, il massimale è fissato a 0,2% del valore della transazione.

• Per le transizioni con carta di debito nazionale, su richiesta del Parlamento, lo stesso massimale dello 0,2% sarà applicato dopo un periodo di transizione di cinque anni durante il quale gli Stati membri possono fissare massimali allo 0,2% del “valore complessivo annuo delle operazioni nazionali tramite carta di debito all’interno di ciascun circuito di carte di pagamento”.

• Per le transazioni minori con carte di debito nazionali, gli Stati membri avranno la possibilità di fissare una commissione massima pari a €0,05 per ogni transazione alla scadenza di un periodo di transizione di cinque anni.

• Per le transazioni con carta di credito, le spese saranno limitate a un massimo dello 0,3% del valore della transazione, mentre gli Stati membri potranno fissare un massimale inferiore per le transazioni con carte di credito nazionali.

Secondo le nuove regole, i rivenditori al dettaglio che sceglieranno un circuito di carte di pagamento, potranno accettare solo quelle carte che, all’interno di quello stesso circuito, rispettano i massimali. In tal caso, la conseguenza potrebbe essere un numero minore di carte accettate dai negozi, ma i limiti alle commissioni potrebbero tradursi in costi minori per entrambi.

Le nuove regole non si applicano ai cosiddetti circuiti “a tre parti” (che coinvolgono una sola banca) quali Diners e American Express, a condizione che la carta sia stata emessa ed è utilizzata nello stesso circuito. Le nuove norme non si applicheranno neanche alle carte aziendali utilizzate solo per pagare spese professionali.

I nuovi massimali non hanno nessun impatto sul prelievo di contanti.

Testo approvato dal Parlamento europeo

 

 

  • DALLA RETE

 

ANAC: Servizi architettura e ingegneria

L’Autorità ha aggiornato e rivisto la determinazione del 7 luglio 2010, n. 5, contenente le «Linee guida per l’affidamento dei servizi attinenti all’architettura all’ingegneria», con l’obiettivo di tenere conto di alcune criticità segnalate dagli operatori del settore nel corso del tavolo tecnico e della consultazione pubblica svoltasi nel 2014, nonché dell’intervenuta modifica al sistema per la determinazione dei compensi da porre a base di gara ad opera del nuovo d.m. del 31 ottobre 2013, n. 143.

Le nuove linee guida, anche alla luce degli orientamenti contenuti nelle direttive europee, attualmente in fase di recepimento, affrontano alcuni aspetti critici, ed in particolare quelli relativi alle difficoltà di accesso al mercato da parte dei giovani professionisti e degli studi di minore dimensione, collegate ad alcune norme, particolarmente restrittive, previste dal D.p.r. 10 dicembre 2010, n. 207 in materia di fatturato ed organico minimo necessari per la partecipazione alle procedure di gara, e al fenomeno dei ribassi eccessivi.

Nel documento, l’Autorità ha evidenziato la necessità che le procedure siano tese a selezionare progetti di qualità, mediante l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – da considerarsi il sistema di riferimento per l’affidamento dei servizi di ingegneria ed architettura – ed il rispetto dei parametri fissati nel citato decreto ministeriale.

Determinazione n. 4 del 25 febbraio 2015

Linee guida AIR

 

 

ANAC: rapporti tra soggetto aggregatore e stazione unica appaltante

La Determinazione n.3 del 25/2/2015 affronta la tematica dei rapporti tra l’istituto del Soggetto aggregatore (e della centrale unica di committenza) e quello della stazione unica appaltante (SUA). Più in particolare è trattata la relazione sussistente tra l’adempimento dell’obbligo prescritto dall’art. 33, comma 3-bis del Codice e l’adesione alla SUA, laddove già istituita, verificando il duplice effetto che si produrrebbe, vale a dire di soddisfare contemporaneamente sia le finalità per cui, ai sensi dell’art. 13 della legge 13 agosto 2010, n. 136 è istituita la SUA (assicurare la trasparenza, la regolarità e l’economicità della gestione dei contratti pubblici e prevenire il rischio di infiltrazioni mafiose) sia le finalità di contenimento della spesa pubblica, sottese alla disposizione di cui al citato comma 3-bis. La determinazione affronta, altresì, una serie di tematiche connesse all’applicazione di quest’ultimo comma, così come di recente novellato e appena entrato in vigore per quanto riguarda i servizi e le forniture.

In tema di centralizzazione degli acquisti si richiama anche la segnalazione n. 3 del 25/02/2015. Questa riguarda l’inserimento, nei bandi di gara di alcune centrali di committenza, sia di clausole che pongono a carico dell’aggiudicatario il pagamento di un corrispettivo, fissato in percentuale rispetto al valore del prezzo di aggiudicazione, pena la revoca di quest’ultima, sia di clausole che impongono al concorrente di allegare espressa dichiarazione con la quale lo stesso si obbliga (pena l’esclusione) ad effettuare il suddetto pagamento in caso di aggiudicazione. Al riguardo, l’Autorità ha segnalato l’opportunità di un intervento legislativo con cui sia espressamente previsto il divieto, salvo diversa previsione di legge, di porre le spese di gestione della procedura – siano esse riferite all’utilizzo di piattaforme elettroniche (anche in ASP) ovvero alla stipula di convenzioni – a carico dell’aggiudicatario della procedura di gara.

 

ANAC: Orientamento lavori pubblici

Orientamento numero 7 del 25/02/2015 – Anticipazione del prezzo del contratto di appalto di lavori – art. 26 -ter, del d.l. 21 giugno 2013, n. 69 – deroga temporanea del divieto di anticipazione – norma imperativa – eterointegrazione – sostituzione di diritto di clausole difformi – norma eccezionale – divieto di applicazione analogica.

 

 

 

ITACA-ANCE: sicurezza appalti e verifica congruità oneri

Nell’ambito dell’Area “Sicurezza sui luoghi di lavoro” di ITACA, coordinata dalla Regione Toscana, è stato elaborato un prezioso contributo recante“Verifica di congruità degli oneri aziendali della sicurezza nei contratti di lavori pubblici: prime indicazioni operative”, che fa il punto sulla materia dei costi della sicurezza analizzando le disposizioni legislative in essere, la giurisprudenza e la dottrina. L’obiettivo è quello di fornire un supporto operativo soprattutto alle stazioni appaltanti, ma anche agli operatori economici, per la non facile valutazione dei cosiddetti oneri aziendali della sicurezza nella fase di gestione delle procedure per l’affidamento dei contratti pubblici.

ITACA_Congruità oneri aziendali

 

ITACA: Guida trasparenza fase esecutiva contratti

La “Guida alla redazione dei documenti per la trasparenza e tracciabilità della fase esecutiva dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (art.118 D.Lgs. 163/2006 e art.3 Legge 136/2010)”, realizzata da ITACA nell’ambito del Gruppo di lavoro interregionale “Legalità e Trasparenza” coordinato dalla Regione Campania, ha l’obiettivo di assicurare una corretta applicazione di norme vigenti, tese a garantire la tracciabilità e la trasparenza dell’esecuzione del contratto. Il documento è stato approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome nel corso della seduta del 19 febbraio 2015. Per il Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, si tratta di un lavoro tecnico importante, “un tassello in più per rafforzare controlli e trasparenza degli appalti pubblici”. In particolare, la guida individua per le stazioni appaltanti modalità standardizzate di comunicazione delle informazioni e dei dati. Adempimenti che oggi sono obbligatori e che trovano riscontro anche nelle direttive in via di recepimento, laddove – come evidenziato nel documento – si evidenzia la necessità di garantire trasparenza nella catena dei subappalti e a tal fine si sottolinea l’importanza delle informazioni nella gestione dei contratti. Le modalità proposte con il documento si offrono naturalmente a forme di trasmissione e acquisizione telematiche, conformi al Codice dell’Amministrazione Digitale, nonché alla gestione informatizzata dei dati stessi. Oltre ai benefici diretti, derivanti dalla semplificazione introdotta dalla guida, vanno infine considerati i ben più rilevanti risultati, in termini economici e sociali, che potranno derivare dalla maggiore trasparenza nel controllo della filiera dei sub-contratti che, come noto, nel ciclo dell’appalto presenta il più alto rischio di infiltrazione della criminalità organizzata.

ITACA_Trasparenza e tracciabilità appalti

 

 

CNI: nuovo regime dei minimi più conveniente

La Legge n. 11/2015 (in vigore dal 1 marzo 2015), di conversione del così detto Decreto Milleproroghe, ha previsto, tra le varie misure, il ripristino, per tutto il 2015 del vecchio regime dei contribuenti minimi. Pertanto coloro che apriranno la partita iva nell’anno in corso e con un fatturato fino a 30.000 euro potranno godere di un sistema impositivo con una aliquota al 5% per un periodo di 5 anni e comunque al massimo fino al compimento dei 35 anni di età. La Legge di stabilità 2015, approvata alla fine dello scorso anno aveva previsto un regime agevolato per detentori di partite Iva, applicabile su un fatturato massimo di 15.000 euro, con una aliquota del 10% nei primi tre anni di attività e del 15% per gli anni successivi.

Attraverso una serie di simulazioni e confronti il Centro Studi del Cni ha verificato, per gli iscritti ad Inarcassa (ingegneri e architetti) con reddito fino a 15.000 euro (limite massimo previsto dal più recente regime approvato con la Legge di Stabilità 2015), la maggiore convenienza del vecchio regime dei minimi, oggi prorogato, rispetto al nuovo regime. Nelle simulazioni si è tenuto conto di molteplici soglie di reddito e livelli di costo (che impattano ovviamente nella determinazione dell’imponibile). In particolare, si sono considerate situazioni in cui un ingegnere libero professionista abbia costi per soli 200 euro, per 1.000 euro, per 2.000 euro, per 3.000 euro, per 4.000 euro e per 5.000 euro. In tutti i casi, anche considerando livelli molto bassi di costi deducibili, il vecchio regime dei minimi, attualmente prorogato fino alla fine del 2015, risulta sempre più conveniente del nuovo regime.

La maggiore convenienza del precedente regime è spiegata da due fattori:

- l’aliquota più bassa (5%) praticata nel vecchio regime rispetto al nuovo;

- la deduzione dei costi che ha generalmente un impatto maggiore nel vecchio regime rispetto al nuovo. In quest’ultimo l’imponibile è calcolato sul 78% del reddito annuo ovvero con un abbattimento dell’imponibile al 22%.

Anche se il nuovo regime fosse esteso a redditi superiori a 15.000 euro (aspetto non previsto dalla normativa che, viceversa, ha abbassato come è noto da 30.000 a 15.000 euro il tetto massimo di reddito a cui si applica il regime agevolato), il vecchio regime dei minimi resterebbe sempre più conveniente, nella maggioranza dei casi, rispetto al nuovo.

Tenendo conto delle attuali difficoltà in cui il settore delle libere professioni si trova, con particolare riguardo per i più giovani che intendono accedere al mercato del lavoro, appare evidente che il nuovo regime ha un impatto agevolativo ed un effetto espansivo del mercato molto più ridotto di quello che può generare il vecchio regime dei minimi, attualmente prorogato solo fino alla fine del 2015.

“Con il decreto Milleproroghe ed il ripristino, seppure temporaneo, del vecchio regime dei minimi – afferma Armando Zambrano, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri – il Governo ha riconosciuto di avere commesso un errore di valutazione, che avrebbe fortemente penalizzato una generazione di giovani liberi professionisti oggi ai limiti della possibilità di intraprendere un lavoro e di mantenerlo. L’obiettivo di qualunque provvedimento di politica economica, in questo momento così difficile per il Paese, deve essere di favorire i lavoratori in ogni modo e non di penalizzarli attraverso norme che sono sempre peggiori di quelle precedenti”.

“Il regime di agevolazione – prosegue Zambrano – varato con la Legge di Stabilità 2015, per i redditi più bassi delle partite Iva è peggiore del precedente regime dei minimi, occorre ammetterlo. I primi segnali di pur debole ripresa dell’economia a cui stiamo assistendo attualmente vanno colti e non soffocati attraverso una politica economica oculata, che dia spazio a tutti i lavoratori, inclusi i liberi professionisti ed in particolare alle professioni tecniche, più che capaci di dare un contributo alla crescita del Paese”.

“Il CNI – conclude Zambrano – si adopererà a tutti i livelli affinché il nuovo regime di agevolazione possa essere messo definitivamente da parte.”

 

ANCE: tassazione immobili

Il gettito fiscale sugli immobili nel 2014 si attesta a 42,1 miliardi di euro, in aumento del 27,9% rispetto al 2011. Su tale dinamica ha inciso il forte incremento della tassazione sul possesso degli immobili che, passa da 9,8 miliardi di euro del 2011 (ICI) a 23,89 miliardi di euro del 2014 (IMU+TASI), determinando un incremento del 143,5%.

documento tassazione immobili 2015

 

INPS: telelavoro domiciliare

L’Inps, con la Circolare n. 52/2015, fornisce le disposizioni attuative dell’Accordo Nazionale sul progetto di telelavoro domiciliare.

 

INAIL: finanziamento alle imprese

Sono 267 i milioni di euro di incentivi a fondo perduto messi a disposizione del sistema produttivo italiano con il bando Isi 2014 dell’Inail. Si tratta della quinta tranche di un finanziamento complessivo pari a oltre un miliardo di euro, che l’Istituto ha stanziato a partire dal 2010 per sostenere la realizzazione di progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro o per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale da parte delle imprese.

Dall’Inail altri 267 milioni di incentivi a fondo perduto per la sicurezza nelle imprese

Poletti: “Pieno sostegno all’Inail e alle sue strategie di prevenzione”

 

Consulenti lavoro: TFR in busta paga sconveniente

Qualche euro in più in busta paga oggi e meno risorse in vecchiaia. E’ questa la riflessione che i lavoratori dovranno fare in merito al provvedimento riguardante l’anticipo mensile del Tfr, entrato in vigore dal 1° marzo 2015. Una scelta piuttosto penalizzante dal punto di vista fiscale, così come dimostrano i calcoli della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro riportati dal Corriere Economia. Oltre alla tassazione ordinaria, infatti, verranno applicate le addizionali comunali e regionali e ci saranno effetti negativi anche sul reddito ai fini Isee, con cui il Fisco valuterà le future prestazioni sociali.

Tabella calcoli Fondazione Studi.

 

Equitalia: Nuova chance per chi ha perso la possibilità di rateizzare

Nuova opportunità riservata a chi per legge ha perso il beneficio della rateizzazione perché non in regola con i pagamenti alla data del 31 dicembre 2014. Secondo quanto stabilito dal decreto Milleproroghe (dl 192/2014, convertito con modificazioni dalla legge 11/2015) i contribuenti interessati potranno richiedere fino a un massimo di 72 rate (6 anni) presentando la domanda entro il prossimo 31 luglio (i moduli qui). Ci sono però alcuni limiti rispetto alle regole generali sulla rateizzazione: il nuovo piano concesso non è prorogabile e decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive (anziché 8 rate).

Leggi il comunicato stampa

Rateizzazioni per regione e provincia al 28 febbraio 2015

 

 

INPS: Liberi professionisti. Modifica aliquote contributive anno 2015

Circolare n. 58 del 11-03-2015 – Oggetto: Gestione separata – Liberi professionisti. Modifica aliquote contributive anno 2015.

 

INPS: contributi volontari gestione separata

Circolare n. 57 del 11-03-2015 -Contributi volontari anno 2015: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi ed iscritti alla Gestione separata.

allegato n.1